Braveheart, l’opera massima di Gibson

“Braveheart” è sicuramente uno dei film epici più belli del cinema,o almeno così lo è stato per me.
E’ certamente l’opera massima di Gibson, in cui ci mette un pieno di poetica, coraggio e orgoglio, ingredienti necessari per rendere memorabile un film come questo,capace di portare elevare a mito una figura leggendaria come quella di William Wallace.

braveheart_locandina
Every man dies,not every man really lives (Tutti gli uomini muoiono,non tutti vivono per davvero)

La sua capacità di filmare i meravigliosi paesaggi scozzesi e irlandesi e di realizzare le complesse scene di battaglia sono momenti di grande cinema, lo spettatore viene coinvolto nelle vicende sia emotivamente che “fisicamente”,sentendosi parte di questa storia alla conquista della libertà.
Probabilmente qualcuno obietterà per il troppo martirio e la troppa violenza presente in quest’opera,ma ricordiamoci che stiamo parlando di un popolo torturato,un popolo costretto a subire abusi su abusi da parte degli inglesi,il quale però riesce a trovare il coraggio di ribellarsi grazie alla determinazione di un giovane condottiere reduce di una terribile perdita.

braveheart freedomEd è appunto il dolore per la perdita,la sofferenza per l’amore rubato a scatenere il giovane William Wallace,che trova in un solo ed unico ideale la forza di condurre la propria battaglia,mosso da un desiderio che verrà urlato dal lui stesso in una scena finale da brividi. È proprio in quell’urlo devastante finale che si esprime tutta la forza del personaggio interpretato da Gibson.
Una delle tante citazioni che mi è rimassa impressa a fuoco nella mente è questa:

Certo, chi combatte può morire… chi fugge resta vivo, almeno per un po’… Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso… siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l’occasione, solo un’altra occasione, di tornare qui sul campo, ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita ma non ci toglieranno mai la libertà!

Bisogna scendere in campo e combattere per i propri diritti,non è parlando e scendendo a patti che si cambiano le cose. La paura non deve essere una scusante per non cambiare le cose: deve essere la spinta decisiva che ti porta a sacrificare tutto ciò che hai di più caro per la realizzazione di un ideale.

9 risposte a "Braveheart, l’opera massima di Gibson"

  1. Un film meraviglioso! L’ho adorato, anche se all’inizio mi sembrava un po’ lento. Purtroppo non è riuscito a piacermi il personaggio, però, forse non mi va Mel Gibson. Comunque ho amato i paesaggi, la straordinaria colonna sonora e quella citazioni in particolare.
    Bellissimo articolo!

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  2. Se posso permettermi per utilizzare una figura storica a ideale, bisogna conoscere, appunto la sua storia. Il film è pieno zeppo di inesattezze, ad iniziare dal fatto che Wallace perse il padre a 20 anni e non durante l’infanzia, per finire con l’uso improprio del kilt che iniziò solo nel 1700. E cito solo due degli innumerevoli esempi.
    Purtroppo le ricostruzioni hollywoodiane sono sempre inesatte solo per esser spettacolari. ( vedi palazzo Venezia nella Roma Antica de Il Gladiatore )
    Ti consiglio di cuore di studiare la vita di Wallace 🙂 e allora sì che ne rimarrai estasiata.
    Ah altra cosa, il film non mostra affatto paesaggi scozzesi dato che fu girato interamente in Irlanda.

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    1. Come in molti film americani 🙂 Sinceramente,non mi sono documentata sui fatti storici,mi sono limitata a scrivere le mie sensazioni,grazie per avermi mostrato l’altro lato della medaglia 🙂

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