Pensiero #142

Notti agitate,mi rigiro nel letto. Poi chiudo gli occhi,cerco di addormentarmi,mi stringo nelle coperte. “Non pensare”. Sembra quasi un ordine disperato.
E invece no. È sempre lì,quel pensiero. Mi assale,lo caccio e ancora mi travolge. Serro gli occhi,così forte che mi fan quasi male. “Arriverà il sonno e si porterà via tutto”.
Poi mi sveglio a orari impensabili,mi giro dall’altra parte e mi sembra di sentire dei rumori nell’oscurità. Echi distanti di ricordi. Seppellisco tutto,ci provo.
Non posso chiamare nessuno. Dopotutto è notte fonda,chi mai può essere il santo che vuole far due chiacchere? A voce,possibilmente.

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È strano come,nel buio della notte,le parole sembrino soffi di vento,quel vento piacevole che ti accarezza dolcemente il viso per poi disperdersi lentamente nell’aria. Mai provata l’intensità di una carezza.
Sul comodino Delitto e castigo,son quasi tentata di andare avanti con la lettura. Non so perchè,mi era venuta voglio di rileggerlo di nuovo. Mi piace il personaggio di Raskòl’nikov. Insomma,una lettura leggera.
Come segnalibro ho un pezzettino di carta. “Scherzate,e scherzate sempre. Anche sulle cose serie,su quele tristi e su quelle stupide. Anche a costo di sembrare degli sciocchi. Perchè la vita ti sbatte sempre in faccia la cruda realtà”.
Era un pensiero che volevo pubblicare ieri sera sul blog prima di andare a dormire. Poi ho rinunciato.

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L’anime di Death parade mi ha davvero lasciata senza parole. Ho capito cosa sarebbe successo se mi fossi suicidata davvero. Se fossi andata fino in fondo. Tantè che mi era pure venuta l’idea di correre da mia mamma,svegliarla e chiederle scusa. Scusa anche solo se il pensiero mi ha sfiorata più di una volta.
Mi ricordo d’aver pensato che il mondo sarebbe stato un posto migliore senza di me.. Ma ricordo anche d’esser quella che non si arrende di fronte a niente. Sono felice che abbia prevalso questo secondo istinto.

panda hug
Ecco,come sempre mi sono persa dietro a millemila parole e non ho comunicato nulla.

18 risposte a "Pensiero #142"

  1. Invece dici, e dici tanto…mi disarma teneramente la tua nudità di pensiero…Dostoyewsky…ricrdo d’aver convissuto a lungo con quel romanzo…credo che a tua madre basti un abbraccio senza parole…i figli non compino mai “deiltti”, ma solo errori non son degni di “castigo” ma solo di amorevole ritorno…detto questo tu non straparli, ma ti apri ed è giusto e caldo accogliere ciò che dici…non siamo macchine tritacazzate…ma uomini e donne che si leggono e si avvertono…grazie per la tua incursione nel mio blog, io ho preso a seguirti e continuerò a farlo…ciao Lupetta

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  2. Sono molto felice che abbia vinto Tu. Sei una ragazza piena, ricca di cose interessanti da comunicare e che arrivano credi. Non hai bisogno di regole da seguire(come quelle per un testo giornalistico) questo spazio è tuo e a chi piace leggerti, come a me ad esempio, racconti sempre qualcosa. Abbracci ^^

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