//aiuto

Sono rimasta sola. Quelli che credevo miei “amici” si sono rivelati essere solo dei falsi. Persone che stanno in tua compagnia fino a quando gli torna comodo,per poi sparire al primo inghippo anziché tentare di risolvere. A volte scrivo a qualcuno,tanto per fare due chiacchiere, ma se non cerco io difficilmente vengo cercata. Della serie:sblocco il telefono e apro WhatsApp solo per confermare il fatto che sono da sola.
Sono rimasta da sola. Mi sto preparando seriamente ai test universitari per la facoltà di informatica applicata. Per non perdere la motivazione tengo un quaderno dove giornalmente annoto tutti i miei piccoli progressi. Lo ho chiamato “il quaderno del successo”. Annoto tutto con una precisione stratosferica. Quasi fossi un computer.
Ho ucciso la me di prima,per far prendere il controllo alla parte stronza,diffidente e taciturna. Sono ancora dolce e capace di ascoltare,certo. Però lo sono solo con chi merita. Non mi faccio più problemi a mandare affanculo le persone. Se vuoi rimanere rimani,sennò sarò la primaa spingerti via. Facciano un pò tutti come cazzo vogliono. Non so parlare con le persone. Motivo per cui ho scelto informatica è perchè appunto non dovrò stare a contatto con le persone.
Da sola sto imparando a programmare,o almeno ci provo. Poco alla volta sto imparando come costruire pagine Web.
Sono sola e la sera a volte capita (ormai sempre più spesso) che io abbia delle specie di crisi. Cerco di curarle con la musica,o guardandi un film o facendo altri esercizi dagli Alphatest,ma niente. Non riesco più a gestirle.
Ho aperto un account Tumblr e lo uso per quando ho queste crisi: chiedo compagnia e a volte qualcuno risponde. Ieri sera al mio appello hanno risposto in 6.
A un certo punto della mia crisi ho pure pensato di farmi di morfina (come Elliott di Mr Robot),ma ho rinunciato subito all’idea.
Forse sto impazzendo. Forse all’Università mi farò degli amici come si deve. Lo spero.
Per il momento rimane una domanda: perchè sono l’unica a dover rimanere sola?

16 risposte a "//aiuto"

  1. Ciao, non so se questo è un appello o l’estratto di un qualcosa, ma lo tratterò come se si trattasse di un canto d’aiuto reale. Sappi che non sei sola, io lo sono da sempre a livello fisico, ma ho conosciuto persone fantastiche a livello virtuale che hanno illuminato la mia vita finora, persone come Belial, Laura, Sara, Alice e la lista è ancora più lunga… ci sono tante perdone vere dietro una falsa identità che aspettano solo di esserr trovate, persone che ascoltano, incoraggiano… amano. Quello che posso dirti e di non perdere la speranza e di continuare a credere, certo, cercare di essere un po’ più chiuse e “stronze” per proteggersi ci sta, ma credimi, prima o poi troverai le persone giuste.
    Se vuoi, io ci sono. 😘

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    1. Grazie Shio 🙂 la stessa cosa che ho notato su Tumblr: dietro a nickname e identità fittizie a volte si nascondo persone di buon cuore.. e devo dire fortuna ci sono questi amici inaspettati multimediali!!

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  2. Mi ha toccato molto questo post perché è quello che mi chiedo da tutta una vita. Mi sono spariti amici senza una ragione vera e propria, vedevo semplicemente la gente allontanarsi dopo che mi aveva fatto credere di tenere a me. Ho cominciato a pensare di essere io il vero motivo e me ne stavo facendo una colpa, fino a quando all’università non ho incontrato la mia migliore amica. E’ stato tutto così veloce e naturale, ora usciamo spesso insieme io, la mia ragazza, lei e il suo ragazzo. Tutti e quattro abbiamo avuto le stesse delusioni dalle amicizie, abbiamo passato lo stesso momento buio e ci siamo sentiti soli al mondo, poi per fortuna il destino ci ha fatto incontrare. Era come se ci fossimo aspettati tutti da anni, siamo stati la nostra salvezza.
    Quando avevo perso le speranze completamente, la vita mi ha fatto ricredere. Certo non è facile, soprattutto tornare a fidarsi dopo aver subìto batoste su batoste, ma vedrai che troverai qualcuno per cui varrà di nuovo la pena e non dovrai neanche cercarlo, semplicemente capiterà.
    Nell’attesa che questo qualcuno arrivi, se vuoi parlare ci sono. Dicono che sia una buona ascoltatrice 🙂

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  3. Ciao Principessa. Non potevo mancare a questo tuo appello. Quello che posso dirti, unendomi a tutti gli altri che ti sono vicini in questo periodo, è che sei ancora troppo giovane per la solitudine. E’ solo un periodo transitorio…nella vita le cose non vanno sempre come noi desideriamo ma non per questo dobbiamo abbatterci perchè così danneggiamo solo noi stessi. Affronta la pioggia con un sorriso ed apri l’ombrello della tua forza interiore, perchè il sole tornerà a splendere prima o poi, probabilmente prima di quanto ti aspetti, perchè sei giovane e sei speciale, questo te l’ho detto fin dal principio, quando lessi per la prima volta un tuo post su Dirac che ancora ricordo… 😉 Le persone “comuni” si accontentano di amicizie comuni che, in quanto tali, vanno e vengono per natura e le trovi ad ogni angolo di strada o di social network. Le persone speciali non si accontentano (e fanno bene) e pagano con il prezzo di qualche periodo di solitudine la ricerca di amici speciali che non sono molti ma ci sono. Io dico che gli amici si contano sulle dita della mano di Capitan Uncino 🙂 Puoi anche non credermi, ma almeno fidati della mia esperienza e dei miei (troppi) anni 🙂
    Anche io sono a tua disposizione…la mia mail la trovi sulla pagina del mio profilo… mmmmm è un accenno di sorriso quello che sento? 🙂

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    1. Hai ragione 🙂 Purtroppo la pecca del non uscire con chiunque è proprio questa.. ma mi rifarò con l’Università (e in ambiente universitario magari troverò delle compagnie più al mio livello!).
      Intanto di buono c’è che non sto con le mani in mano ma cerco di costruirmi un futuro migliore: a giugno inizierò la stagione, e avrò per la prima un volta un vero stipendio mio da mettere da parte; sto prendendo la patente (oggi avrò la seconda lezione di guida) e mi sto preparando con tutta me stessa a una nuova facoltà universitaria.
      Di amici ne ho pochissimi, per fortuna a volte mi chiedono di uscire (ovviamente sono impegnati con scuola e robe varie,quindi è logico che non ci sono sempre).. come oggi: poco fa una mia amica mi ha chiesto di andare a prendere una pizza e passare la sarata insieme ^^
      La mia pecca è che a volte capitano queste crisi e ancora non ho trovato il metodo per superarle.. ma grazie a voi che mi fate sorridere davanti allo schermo mi ricordo che non sono completamente sola 🙂 grazie a tutti ❤

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      1. Sento che traspare già un certo ottimismo verso il futuro e questo è l’atteggiamento giusto. Si prospettano cambiamenti importanti dunque…del resto hai tanta di quella vita davanti che non ti basterà il tempo per sorprenderti, gioire e sorridere. Magari non saranno sempre rose e fiori ma, come dice un vecchio proverbio, “se insegui l’arcobaleno, devi mettere in conto un pò di pioggia”. Gli amici devono essere pochi. Non confondere il concetto di amicizia con quello che deriva dai social, Facebook in primo luogo. Quelli non sono “amici”… Per le crisi…beh, tutti le abbiamo ed ognuno di noi ha qualche metodo per superarle e noi siamo felici di contribuire un pò a farti superare le tue… in bocca al lupo per tutto! 😉

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  4. IL VENTO CONTRO

    di Fausto Corsetti

    Tempo fa, scorrendo i canali della televisione, sono stato attratto dalle immagini di alcune gare sportive. Si trattava, in particolare, del lancio del giavellotto.
    Assistere alla gara del giavellotto è come tornare agli albori dello sport, assaporare l’aria di antiche competizioni. Proprio nell’antichità, lo sport derivava dall’allenamento per la battaglia, dalla preparazione per i combattimenti.
    Le gare odierne non sono lotte contro un nemico, ma sono invece, più spesso, sfide ai propri limiti, battaglie con se stessi per superare i propri personali traguardi. Ognuno cerca di fare sempre meglio della volta precedente, di oltrepassare se stesso, prima ancora di superare l’altro.
    In questa pratica sportiva, come in tutte le altre gare di lancio, ad esempio quella del peso o del disco, la sfida ai propri limiti è evidenziata dalla solitudine spaziale della pedana di gara: l’atleta è lì solo con se stesso, con il suo attrezzo e, di fronte, l’ampio spazio della competizione.
    Quello che mi ha sorpreso, osservando il lancio del giavellotto, è la dinamica della prestazione.
    Mi sarei aspettato che il tiro sia tanto più facile e lontano quanto più il vento è favorevole, come se il vento potesse trasportare più in là l’attrezzo lanciato.
    Dai commentatori, invece, ho ascoltato esattamente il contrario: il vento favorevole non giova alla prestazione del lancio del giavellotto. Un buon lancio è facilitato, invece, dal vento contrario, perché solo l’opposizione dell’aria permette al giavellotto di rimanere sospeso più a lungo, di veleggiare e così di arrivare più in là.
    L’abilità non sta nel lanciare semplicemente “oltre” ma nell’avvertire la corrente d’aria giusta, in opposizione, che mantenga più a lungo possibile in alto il volo del giavellotto.
    Questa stranezza mi ha profondamente colpito. Noi siamo abituati a pensare al vento sfavorevole come ad un’avversità da combattere, come ad una sventura: nel lancio del giavellotto, al contrario, esso diventa un’ottima occasione per andare più avanti. L’avversità diventa un’opportunità da sfruttare più che una maledizione da sopportare.
    Penso che ci sia da riflettere, penso che ci sia un valido suggerimento per la nostra vita in questa curiosità del lancio del giavellotto.
    Nello scorrere della nostra esistenza non sono certamente assenti periodi faticosi e duri in cui le cose non sembrano “veleggiare” per il meglio, in cui sembra che il vento della vita ci sia decisamente contrario. In questi momenti o ci mettiamo a lottare contro queste difficoltà, spesso accumulando rabbie, rancori e risentimenti, o le trasformiamo in occasioni di crescita e di pausa, in cui fermarci per riflettere e riprendere le redini della nostra esistenza, per ritornare a ciò che è essenziale.
    Per essere più chiaro: non sempre una malattia, una disgrazia, una difficoltà, un’incomprensione è solamente e totalmente negativa.
    Se riesco a vedere oltre e a cogliere in essa una nuova opportunità di crescita è come se scagliassi il mio personale giavellotto sfruttando il vento contrario per farmi sostenere da esso. Le contrarietà della vita si possono trasformare in occasioni nuove per trovare strade diverse o soluzioni insperate.
    Nei nostri momenti difficili ricordiamoci del lancio del giavellotto e sapremo trasformare dentro di noi il lamento in una danza; sapremo trasformare tutto: tutto vuol dire proprio tutto, anche ciò che bene non è, anche il vento contrario nel cammino della vita.

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