Lo squalificato- Osamu Dazai

Nel 2017 ho avuto il piacere di leggere questo libro. L’autore, Osamu Dazai,
racconta in questo volume, “Lo squalificato”, alcuni dei tragici episodi che ebbero luogo durante la sua esistenza.
Il teso è suddiviso in tre sezioni: infanzia,giovinezza e maturità del protagonista, un alter ego dell’autore chiamato Yozo.

squalificato

Descrizione:
Lo squalificato (1948), uno dei romanzi più celebri della letteratura giapponese del ventesimo secolo, narra la storia di un uomo, Yozo, che, sentendosi rifiutato dalla società nella quale vive, deve affrontare una condizione esistenziale di estrema solitudine.
Ciò che rende intensamente suggestive le ‟pagliacciate” escogitate da Yozo per sopravvivere tra i suoi simili, patetici i suoi tentativi di dedicarsi alla politica e tormentosi i suoi rapporti con le donne, è il senso di insuperabile ambiguità che domina l’intera esperienza da lui vissuta in bilico tra il piacere di infrangere il codice sociale e il sentimento di colpa per non sapersi adeguare a esso.

La ‟squalifica” alla quale è condannato Yozo (nel cui problematico ritratto certamente si riflettono vicende di cui fu vittima lo stesso Dazai) acquista un senso diverso solo dopo la sua morte, quando l’autore sposta bruscamente e sapientemente il punto di vista narrativo fuori della coscienza del protagonista. Come ha scritto lo studioso e interprete di letteratura giapponese Donald Keene, nella sua prefazione della prima edizione italiana, Lo squalificato è quasi un simbolo della situazione in cui si trovano gli scrittori giapponesi dopo la seconda guerra mondiale: estraniatisi dalle loro stesse tradizioni, i maggiori tra essi riflettono nella pagina un disagio e uno smarrimento spirituale che li rende vicinissimi alle problematiche più attuali delle letterature occidentali.

Commenti alla trama:

Dazai-Yozo bambino,cresciuto tra molti fratelli (tutti studiosi ed educati, con un futuro promettente), in una casa del Giappone settentrionale, curato da una servitù molto diligente, per attirare l’attenzione (e anche la simpatia) si adopera nell’inventarsi sempre nuove “pagliacciate” in grado di divertire familiari, insegnanti e compagni di scuola: imitazioni, travestimenti, battute e altro.
Da queste prime righe notiamo che il protagonista mette in atto stratagemmi che in qualche modo, celano il suo vero io. Forse perchè è un io troppo fragile,che rischia d’esser frantumato dal mondo esterno? Forse questi stratagemmi non solo mentono alla società,ma anche a sè stesso?

Gli anni del liceo e dell’università sono trascorsi in vari collegi,presso lontani parenti o in squallide stanze in subaffitto. Tutto ciò rende sempre più salda la sua convinzione di essere un fallito, inadatto alla vita sociale: una delusione per se stesso e per il mondo intero.
Come trovare una via di fuga da tutto ciò? La più comune delle soluzioni: l’alcool, la droga, i farmaci e sopratutto le prostitute.
Qui vediamo che, nell’insicurezza del proprio futuro, Yozo non può far altro che fuggire a tutto ciò e rifugiarsi nel freddo e purtroppo illusorio “amore” confronti di donne conosciute in locali notturni.

Passa il tempo in compagna di “amici” inconcludenti, che lo convincono a lasciare lo studio e a dedicarsi alla politica e al disegno. Ma Yozo,purtroppo, non riesce a trovare nè soddisfazione e tanto meno successo in questo.
Dazai,quindi, sembra voler comunicare che tutto nella vita è futile, e che ogni cosa esterna all’uomo è praticamente inefficace a renderlo felice.

Sebbene non riesca mai ad innamorarsi, per quanto contesoi dalle donne per il suo fascino da “bello e dannato”, si sposa e viene ingaggiato come vignettista da riviste di quart’ordine.
Scoperti i tradimenti della moglie, fugge di casa, trovando rifugio nella morfina.
Ormai diventato dipendente, viene rinchiuso in una clinica per malati mentali.
Lo Squalificato,quindi, diventa infine il ritratto di una vita di insoddisfazioni che è destinata inevitabilmente a terminare nel nulla.

Molto significative le ultime parole che segnano l’epilogo del romanzo:

Tutto passa.
Questa è la sola e unica cosa che a parer mio s’avvicini alla verità, nella società degli esseri umani, dove ho dimorato sin oggi come in un inferno rovente.
Tutto passa.

Quasi come se stesse “passando” anche l’essenza del protagonista, dileguandosi come un fantasma. Il fantasma della società dove tutti noi viviamo.

Impressioni finali:

A mio parere, questo scritto evoca in poche pagine quel senso di straniamento dell’individuo: non riuscendo a integrare il suo vero io nella società dove vive, maschera la sua essenza fino a impersonare il suo finto io. Il senso di disperazione aumenta sempre di più nel vedere i suoi tentativi di realizzazione andare in frantumi.

Abbattuto, vinto dalla maschera che non riesce più a togliere e completamente assorto dalla felicità illusoria della vita notturna, ormai la strada per la decadenza della sua vita sembra tracciata. L’ultimo tentativo è la morfina, ma anche questo fallisce. Rinchiuso,infine,in una clinica,non gli resta,dunque, lasciare questo mondo. Lasciare la sua società come un fantasma. L’individuo, non essendosi integrato nel sistema, semplicemente lo lascia. Ha dato tutto ma non è servito, è quindi il momento di andarsene.

5 risposte a "Lo squalificato- Osamu Dazai"

      1. Sto leggendo “il Dio delle piccole cose” di Arundhati Roy. È una romanzo ambientato in India con protagonisti due gemelli che si ritrovano dopo 23 anni e della loro famiglia.Mi sta piacendo parecchio.

        Piace a 1 persona

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